Settore Conglomerati Bituminosi

Elenco Normative

Analisi granulometrica di una terra mediante crivelli e setacci
CNR B.U. N. 23

Determinazione del contenuto di legante di miscele di bitume ed aggregati lapidei
CNR B.U. N. 38

Determinazione della stabilità e dello scorrimento di miscele di bitume e inerti lapidei a mezzo dell’apparecchio Marshall
CNR B.U. N. 30

Determinazione della porosità o percentuale dei vuoti di miscele di aggregati lapidei con bitume o catrame
CNR B.U. N. 39

Determinazione del peso di volume di miscele di aggregati lapidei con bitume o catrame CNR B.U. N. 40

Determinazione della resistenza a trazione indiretta e della deformazione a rottura di miscele di aggregati lapidei e bitume
CNR B.U. N. 134

Prova di spogliamento di una miscela di legante idrocarburico ed aggregati lapidei in presenza di acqua
CNR B.U. N. 138

Recupero del bitume  con il metodo Abson
CNR B.U. N. 133

Penetrazione
CNR B.U. N. 24

Punto di rammollimento (metodo palla e anello)
CNR B.U. N. 35

Punto di rottura (metodo Fraass)
CNR B.U. N. 43

Duttilità
CNR B.U. N. 44

Determinazione del contenuto di legante mediante distillazione (emulsione)
CNR B.U. N.100

Determinazione del contenuto di acqua (emulsione)
CNR B.U. N. 101

Contenuto di legante solubile
UNI EN 12697-1

Determinazione della granulometria
UNI EN 12697-2

Preparazione del provino mediante compattatore a impatto
UNI EN 12697-30

Preparazione provino con pressa giratoria
UNI EN 12697-31

Determinazione della massa volumica massima
UNI EN 12697-5

Determinazione della massa volumica in mucchio di provini bituminosi
UNI EN 12697-6

Determinazione delle caratteristiche dei vuoti di provini bituminosi
UNI EN 12697-8

Determinazione della resistenza a trazione indiretta di provini bituminosi
UNI EN 12697-23

Determinazione della sensibilità all’acqua dei provino bituminoso
UNI EN 12697-12

Modulo di rigidezza su provini cilindrici
UNI EN 12697-26

Prova Marshall
UNI EN 12697-34

Determinazione della penetrazione con ago
UNI EN 1426

Determinazione del punto di rammollimento – Metodo biglia ed anello
UNI EN 1427

Determinazione del punto di rottura secondo il metodo Fraass
UNI EN 12593

Determinazione della resistenza all’indurimento per effetto del calore e dell’aria – Metodo RTFOT UNI EN 12607-1

Determinazione del ritorno elastico di un bitume modificato
UNI EN 13398

Determinazione della stabilità allo stoccaggio di un bitume modificato
UNI EN 13399

Determinazione della viscosità dinamica di un bitume modificato
UNI EN 13702

Recupero bitume con  evaporatore rotante
UNI EN 12697-3

Perdita per riscaldamento (volatilità) in strato sottile
CNR B.U. N. 54

Punto di rammollimento (palla-anello) di bitume con filler
CNR B.U.N.122

Spettofotometria all’infrarosso (FT/IR)
ASTM E1252 ASTM E1252

Studio miscela conglomerato bituminoso metodo Marshall

Studio miscela conglomerato bituminoso metodo Volumetrico

Studio miscela riciclato con emulsione – cemento – acqua

Studio miscela riciclato con bitume schiumato – cemento – acqua

 

In questo settore si eseguono le prove di qualifica e di resistenza meccanica delle miscele di conglomerato bituminoso e del legante che lo costituisce.
Il conglomerato bituminoso è ottenuto da una miscela di materiali aggregati granulari di origine naturale o artificiale, aggregati  fini (filler) e un legante di tipo bituminoso. Se si prevede anche l’aggiunta di polimeri (resine sintetiche) che influenzano le caratteristiche fisiche e/o chimiche del materiale sono chiamati conglomerati a bitume modificato. Il conglomerato bituminoso è utilizzato per la realizzazione delle superfici carrabili.Il laboratorio è dotato di strumenti che permettono di eseguire gli studi di ottimizzazione di miscele di aggregati per la produzione di conglomerati bituminosi.  Fino ad oggi, il metodo più diffuso è stato il metodo Marshall che, in base a procedure standardizzate di confezionamento dei provini e di determinazione di parametri fisico-meccanici (stabilità e rigidezza Marshall, percentuale dei vuoti), fornisce il contenuto ottimo di legante da utilizzare nel confezionamento della miscela.Il metodo di costipamento dei provini non simula in modo corretto le effettive modalità di messa in opera dei materiali e dunque non può riprodurre le possibili plasticizzazioni del materiale in sito; non permette di fare una previsione delle prestazioni della pavimentazione. Proprio l’interesse nei confronti delle performance ha indirizzato i metodi di mix design verso indicazioni di tipo prestazionale e non più verso vincoli di composizione ed esecuzione. In questa direzione è stato sviluppato il  metodo volumetrico che si articola in tre fasi:

Selezione degli aggregati tramite la determinazione della curva granulometrica e delle caratteristiche fisiche degli aggregati. Si è visto infatti che spigolosità, coefficiente di forma, assortimento granulometrico e durezza influiscono sulle prestazioni finali della pavimentazione;

Selezione del tipo di legante. La classificazione del legante si basa sulle temperature estreme previste nella pavimentazione. La scelta del tipo di bitume da utilizzare prende in considerazione non solo le condizioni ambientali, ma anche i volumi di traffico e la velocità dei veicoli;

Determinazione del contenuto ottimo di bitume tramite la definizione della massa volumica apparente e di altre caratteristiche volumetriche dei provini compattati mediante pressa di taglio giratoria.

Alla base dello sviluppo di tale metodo sta la constatazione che una miscela che soddisfa determinate caratteristiche volumetriche rispetta generalmente i requisiti di stabilità e rigidezza Marshall ed ha elevate probabilità di manifestare un buon comportamento in opera nei confronti di ormaiamento e fessurazioni causate da fatica e basse temperature.

La Geo Consulting è in grado di eseguire queste determinazioni sia presso la sede del laboratorio che con l’utilizzo della sua unità mobile dotata di tutti gli necessari per la determinazioni delle principali caratteristiche meccaniche di una miscela di conglomerato bituminoso.

Il panorama normativo nel settore dei prodotti da costruzione ha conosciuto recentemente uno sviluppo di notevole entità. La legislazione a seguito dell’emanazione della Direttiva 89/106 “Prodotti da costruzione” recepita in Italia dal D.P.R. n. 246 del 21 aprile 1993, ha definito i requisiti e disciplinato le attività legate ai prodotti da costruzione. Anche il settore dei conglomerati bituminosi è stato regolamentato mediante un vasto corpus normativo, le norme UNI EN 13108, che stabilisce i requisiti necessari all’applicazione della marcatura CE. A partire dal 1 marzo 2008 è diventato obbligatorio apporre la marcatura CE a tutti i prodotti del settore in conformità alle UNI EN 13108.

Il marchio CE è una Attestazione di Conformità. La Direttiva contempla diversi Sistemi di Attestazione della Conformità, in considerazione degli usi previsti per il prodotto e delle differenti prestazioni richieste.

La marcatura CE dei conglomerati bituminosi è compresa nella famiglia di norme UNI EN 13108

Miscele bituminose – Specifiche del materiale – Parte 1: Conglomerato bituminoso prodotto a caldo UNI EN 13108-1

Miscele bituminose – Specifiche del materiale – Parte 2: Conglomerato bituminoso per strati molto sottili  UNI EN 13108-2

Miscele bituminose – Specifiche del materiale – Parte 3: Conglomerato con bitume molto tenero  UNI EN 13108-3

Miscele bituminose – Specifiche del materiale – Parte 4: Conglomerato bituminoso chiodato  UNI EN 13108-4

Miscele bituminose – Specifiche del materiale – Parte 5: Conglomerato bituminoso antisdrucciolo chiuso  UNI EN 13108-5

Miscele bituminose – Specifiche del materiale – Parte 6: Asfalto colato  UNI EN 13108-6

Miscele bituminose – Specifiche del materiale – Parte 7: Conglomerato bituminoso ad elevato tenore di vuoti  UNI EN 13108-7